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La storia della Palestra Olimpica

"Nessuno può dirti a quale altezza potrai elevarti; neppure tu lo saprai, sino a che non avrai spiegato le ali"

 

Ci sono momenti nella vita di un uomo, in cui la sua storia si incrocia con un'altra storia, e in quel momento la sua vita cambia per sempre, entrando a far parte di un qualcosa di più grande, che lo aiuta a crescere e a migliorare. E' quello che è successo a me molti anni fa, quando sono divenuto parte di una grande storia, una storia che ancora oggi continua....

E' questa grande storia dunque, che ora voglio raccontare.

Il Taekwondo è certamente un'arte, e come tutta le arti ha bisogno di un grande artista che le dia forma, di un poeta che plasmi le sue parole e di un pittore che dipinga le sue figure. Dunque se il Taekwondo è un arte, allora il Maestro Luigi D'Oriano è il suo poeta, cantore di una vita, la sua, fatta di successi e trionfi, sia nello sport, sia nel più difficile quadrato della vita. E se l'arte è la palestra della libertà dell'anima, allora l'Olimpica Pozzuoli, il Taekwondo che ivi si pratica, è la palestra della moralità nello sport e nella vita. E' questa la storia di un uomo tanto dolce e cordiale nella vita di tutti i giorni, quanto freddo e determinato sul quadrato di combattimento, la storia della cosiddetta Tigre Nera (Black Tiger) del Taekwondo. Un uomo che, come il noto felino, è docile con il suo branco, protettivo con i suoi cuccioli, ma spietato e determinato quando caccia per nutrire questi ultimi e se stesso.

D'Oriano era poco più che un bambino quando nel 1973 si avviava sul tortuoso viatico del Taekwondo; lungo la sua brillante carriera, ha scritto pagine meravigliose della storia di questo sport, mietendo molti allori, tra cui 10 medaglie d'oro ai Campionati Italiani, 2 volte il bronzo a quelli Europei, 2 volte il bronzo ai Campionati Mondiali, 2 volte l'oro ai Campionati Internazionali. Nel 1980 fondò la Palestra Olimpica Pozzuoli: il suo “Tempio”.

La Tigre Nera però aveva ancora fame di vittorie. Nel 1988 le si presenta davanti il traguardo più agognato, l'occasione di una vita: le Olimpiadi di Seul, in Corea. La Tigre istintiva lascia il posto alla razionalità ed al calcolo dell'uomo: D'Oriano compie 30 anni. Lì nella patria del Taekwondo, lì dove quest'arte marziale è anche filosofia di vita da mille anni, lì un'uomo si appresta a sfidare gli Dei dell'Olimpo proprio sul loro Monte. La Tigre non ha paura, è vigorosa e ha fame di trionfo. Combatte e, dopo aver lasciato sul tappeto molti atleti, si trova di fronte, proprio sulla vetta del Sacro Monte, Zeus medesimo.

E' la finale olimpica di Taekwondo e la Tigre ha di fronte a sé , nel suo paese, nella terra delle Arti Marziali, forse il taekwondoka più forte di tutti i tempi. La Tigre attacca, ma la ferite infertegli dagli atleti negli incontri precedenti si aprono, sanguinano. Poi gli occhi si infuocano, il ruggito sovrasta il dolore, ed il combattimento viene portato a termine. La Tigre conquista l'argento e grida al mondo intero le lacrime della sua natura umana.

 

Oggi, dopo molti anni, la Tigre ha i capelli bianchi, ma i denti sono ancora aguzzi. L'ansia di vittoria, il rancore per quella sfortunata sconfitta (dovuta anche alla rottura di un piede in semifinale), sono sempre vivi. Il fuoco eterno della Fiaccola Olimpica arde ancora nel suo petto, e le sue medaglie sono ancora lì, testimonianza di mille trionfi, in attesa che altri ancora se ne aggiungano. Con il passare degli anni la Tigre ha costruito intorno a sé un vero e proprio Tempio, in cui si impara a combattere nel quadrato e nella vita. Le giovani tigri che entrano nel suo Tempio, trovano una nuova famiglia, calorosa ed accogliente, e vengono allevate, allattate con il sudore della fronte della Tigre Nera. Le stesse oggi sorvegliano il Tempio della Tigre Madre, l'inviolabilità del suo onore. Ad ora le Tigri di D'Oriano hanno conquistato più di 300 ori ai Campionati Regionali, 34 ai Campionati Italiani, 8 a quelli Internazionali ed infine 1 oro e due bronzi ai Campionati Mondiali. Non si contano argenti e bronzi, con cifre che sfiorano il migliaio. Le giovani Tigri Nere, si preparano a scalare l'Olimpo, sulle orme del proprio Maestro, a scrivere anch'essi la propria storia portando nel proprio cuore i consigli e gli insegnamenti del loro Mentore. Parte di loro milita tra le fila della Nazionale Italiana, contribuendo allo sviluppo ed alla diffusione della cultura dello sport tutto, della lealtà nella vita e nell'agone, oltre a donare lustro al Tricolore italiano grazie alle innumerevoli vittorie in campo internazionale.

Il Taekwondo di D'Oriano non è soltanto gratificazione sportiva, è anche recupero sociale di giovani e meno giovani, è l'abbraccio di una famiglia per chi non ce l'ha o per chi l'ha persa, è equilibrio mentale e fisico, onestà etica ed intellettuale, è lealtà. D'Oriano viene dalla strada (è Lui stesso che lo afferma) e questa meravigliosa arte gli ha donato vittorie non solo sportive, ma anche sociali. E' per questo che molte persone sono fiere oggi di poterlo chiamare “Maestro”, “l'appellativo più bello che un uomo possa dare a un altro uomo”.

L'atleta prigioniero di se stesso”, colui che non rinuncia al sacrificio per trionfare , che accetta la sconfitta soltanto da parte di chi ne ha sofferti altrettanti o di più, è uomo o donna veramente “libero” nella vita quotidiana. E' questa la storia del Maestro D'Oriano e delle sue Tigri, una storia, un'avventura, che ancora oggi prosegue....

Le Tigri Nere: conoscerle un privilegio, entrarne a far parte, la garanzia di vincere nella gara dello sport ed in quella più difficile della vita, sfidarle, è tutta un'avventura...

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